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Ragazze e ragazzi Sabato, 9 Agosto 2008

Posted by elimoretti in Uncategorized.
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Quello che per il momento mi ha colpito di piu’ delle relazioni instaurate all’interno del nostro gruppo e’ il rapporto tra maschi e femmine. Non tra gli europei: tra i pochi ragazzi e le molte ragazze provenienti da Belgio, Francia, Italia e Spagna va tutto alla perfezione. Qualche difficolta’ in piu’ c’e’ invece con i ragazzi palestinesi che ci accompagnano in questa settimana di campo.
C’e’ da dire che nei giorni di permanenza a Gerusalemme ci avevano preavvertite: per le ragazze niente canotte, camicie con maniche sotto il gomito e non troppo scollate, niente trasparenze, niente pantaloni corti, al massimo si puo’ mostrare la caviglia. I ragazzi non possono mai entrare nella stanza in cui dormiamo, nemmeno durante il giorno, tranne mezz’ora alla sera per fare la doccia (le due docce del centro sono nella stanza delle ragazze). I palestinesi non hanno nessun tipo di contatto fisico con le ragazze: i nostri compagni di campo non ci toccano nemmeno per sbaglio e, quando andiamo in visita, gli uomini che ci accolgono ci salutano a stento e spesso nemmeno ci guardano negli occhi.
Ieri un discorso sulla religione e’ finito in una discussione sul ruolo della donna nell’Islam. Per Ali’, palestinese, e’ giusto che gli uomini possano sposare quattro donne e non viceversa. Il ruolo della donna e’ quello di stare in casa, badare ai figli e cucinare. Quando gli chiediamo se allora pensa che la donna sia inferiore all’uomo, Ali’ non risponde, forse si sente addosso troppi sguardi di ragazze europee che evidentemente non la pensano come lui, ma il suo silenzio e’ altrettanto eloquente di qualunque parola.
Fa un po’ impressione pensare che a pochi chilometri di distanza da qui le donne israeliane imbracciano il fucile e vanno in guerra, mentre qui sposeranno dopo pochi mesi il primo uomo con cui si fidanzeranno.

Commenti»

1. francesca - Domenica, 10 Agosto 2008

Cara Elisa e caro Gualti,
ho letto oggi tutti i post del viaggio in Palestina e Israele e vi scrivo ora due righe a caldo.
Immagino che questa esperienza resterà significativamente nella vostra mente e nel vostro cuore. Per noi sarà importante leggere il resoconto della vostra esperienza, sia per i nostri legami affettivi che per quelli razionali.
Il post del 9 agosto”Ragazzi e ragazze” mi fa pensare a Kadhija, una mia alunna marocchina, bravissima a scuola e, forse, già promessa a dodici anni (come sua madre) ad un marocchino po’ meno giovane di lei. Le piace studiare con noi, ma teme il ritorno in Marocco: potrebbe restare là, anche se lei non lo desidera… Leggendo i post del “Mestiere di vento” corro a ripescare un riferimento nell’angolino della mia mente: “non condivido il tuo pensiero, ma farò di tutto affinché tu possa esprimerlo liberamente”. Mi prende un sentimento di speranza leggendo di David, ebreo isreaelo-polacco. Dunque esistono ancora tentativi di riconciliazione interna, mi dico. Nonostante tutto. Non ci sono né buoni né cattivi in questa storia, benchè riconosca la mia affinità culturale con i “cattivi”. Tuttavia sono certa che l’unica via di uscita non può essere che: pace. Con affetto, Francesca

2. Luca - Lunedì, 11 Agosto 2008

Ma sono mussulmani i palestinesi? C’e’ una forte componente religiosa in loro, ora? So che Arafat voleva mantenere i palestinesi fondamentalmente laici. Mi aspettavo quindi che non ci fosse una cosi evidente differenza – dal nostro punto di vista diremmo ‘discriminazione’ – fra gli uomini e le donne nella loro societa’.

3. Walter (l'altro fratello di Eli) - Lunedì, 11 Agosto 2008

Ciao, stavo guardando ora su Wikipedia. C’è uno scontro anche armato tra mussulmani e non, all’interno dei palestinesi. Le Brigate dei Martiri Al-Aqsa che cita Elisa (che dovrebbero essere il braccio armato di Fatah) dichiaratemente non sono mussulmani, ma lo è il fronte di Hamas.
http://en.wikipedia.org/wiki/Palestinian_factional_violence
Evidentemente c’è comunque una familiarità culturale tra laici e religiosi. Anche su un altro aspetto. Sempre secondo Wickipedia gli attentati suicidi, che credevo essere essenzialmente di matrice religiosa (Hamas), li fanno anche quelli di Fatah (e le brigate Martiri Al-Aqsa)
http://en.wikipedia.org/wiki/Al-Aqsa_Martyrs%27_Brigades
(l’avviso su Wikipedia dice che The neutrality of this article is disputed, e mi pare il minimo visto quello che succede nei fatti)
Girando sempre su Wikipedia si trova anche l’elenco delle vittime da ciascuna delle due parti (Palestinesi ed Israeliani)
divise anche per età
http://en.wikipedia.org/wiki/Israeli-Palestinian_conflict#Casualties
è impressionante.
Ciao, Walter

4. Walter (l'altro fratello di Elisa) - Lunedì, 11 Agosto 2008

Ciao, ho già mandato questo post ma non è apparso, per cui lo riscrivo (a memoria) sperando che appaia.
Ho guardato un po’ su wikipedia, in effetti i palestinesi non sono integralmente musulmani, ma c’è uno scontro tra i laici e i musulmani, anche armato, che si è intensificato dopo la morte di Arafat. Le due fazioni principali sono Fatah (di cui le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa sono un braccio armato) e Hamas. Comunque ci sarà sicuramente una certa familiarità culturale che giustifica la discriminazione di cui parlate. Tra l’altro ho scoperto, sempre leggendo wikipedia
http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Al-Aqsa_Martyrs%27_Brigades_suicide_attacks
che questa familiarità culturale appare anche nel tipo di lotta armata: entrambe le fazioni contro Israele usano anche attentati suicidi, che pensavo essere solo di matrice religiosa.

Su wikipedia si trova anche il numero delle vittime civili sia palestinesi che israeliane della seconda intifada (per attacchi militari di israeliani contro civili e attentati di palestinesi)
c’è anche l’età ed il nome delle vittime in alcuni casi:

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Palestinian_civilian_casualties_in_the_Second_Intifada

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Israeli_civilian_casualties_in_the_Second_Intifada

E’ una cosa terribile.
Ciao, Walter

5. elimoretti - Lunedì, 11 Agosto 2008

Ciao,
grazie per tutti i commenti. Mi scuso con Walter, ma il suo commento era finito nello spam perche’ la gestione del blog blocca automaticamente i commenti con troppi link.
I palestinesi non sono mussulmani, anzi ci hanno addirittura parlato di una comunita’ di ebrei palestinesi in Cisgiordania (ma non la andremo a visitare). Pero’ l’Islam e’ certamente la religione piu’ diffusa e penetra molto nella societa’. Ovviamente dipende da persona a persona. Le donne che lavorano negli uffici politici che abbiamo visitato non portano il velo, ad esempio. Per strada, invece, sono quasi tutte velate, questo e’ l’aspetto piu’ evidente della religione. Mi e’ stato raccontato da un ragazzo italiano che ha partecipato ad un campo nel 2001 che oggi ci sono molte piu’ donne che portano il velo, anche le ragazze giovani che invece allora non lo erano.
Riguardo a Fatah, Hamas, la seconda intifada e le varie implicazioni politiche, stiamo chiedendo agli organizzatori del campo una spiegazione piu’ accurata, che sicuramente ci sara’ nei prossimi giorni.