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Gerusalemme Domenica, 3 Agosto 2008

Posted by elimoretti in Gerusalemme.
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Qualche appunto sparso prima di colazione e di partire poi per Tel Aviv con il gruppo.

Impressioni sul Muro del Pianto. Tra quelli visitati in questi giorni e’ uno dei luoghi che piu’ colpiscono chi come me non e’ religioso. Migliaia di persone in abiti tradizionali che pregano (ovviamente searati) con movenze a me poco usuali. L’aspetto piu’ incredibile e’ che ognuno sembra chiuso nel proprio mondo, senza curarsi di quello che capita intorno (e quindi, ad esempio, chi cammina non si preoccupa di spintonare gli ignari turisti che si trovano sul suo cammino). Ieri era Shabbat e su tutta la piazza intorno al muro del pianto era vietato fumare e scattare fotografie. Gli uomini che entrano nell’area di preghiera del Muro del Pianto devono avere la testa coperta, le donne devono essere vestite adeguatamente (quindi non con le spalle scoperte o vestiti trasparenti: per le turiste sono a disposizione gli scialli che solerti guardiani impongono a gran voce). Lo Shabbat e’ cominciato venerdi’ sera, al tramonto, ed e’ durato fino a ieri sera (sabato, appunto). Non so quale cerimonia si sia svolta nella citta’ vecchia di Gerusalemme la sera del venerdi’, ma qualcosa sicuramente c’era perche’ intorno alle 21 dalla porta di Damasco davanti alla quale si trova il nostro ostello hanno cominciato a defluire tantissimi fedeli. La cosa piu’ simile questa scena e’ l’uscita dei tifosi dallo stadio: oltre mezz’ora di deflusso ininterrotto.

Durante la mattina del sabato, il Muro del Pianto era nuovamente affollato di fedeli, ma vestiti diversamente rispetto al giorno prima: il colore predominante era il bianco e non il nero. Probabilmente abbiamo assistito, anche se da molto lontano, ad una cerimonia paragonabile al battesimo, con uomini e donne sotto la barriera che divide le due ali della piazza che si tiravano qualcosa di simile a caramelle o a coriandoli e ridevano. Ecco un altro aspetto che mi ha colpito: in questi giorni sono stati ben pochi, tra gli ebrei osservanti che abbiamo incontrato, quelli che ridevano. La maggior parte mostrava un atteggiamento di chiusura e con facce cupe e sguardo serio.

Il venerdi’ e il sabato non si puo’ entrare sulla Spianata delle Moschee. Il venerdi’ perche’ e’ riservata alla preghiera musulmana. Il sabato perche’ i soldati con mitra impediscono l’accesso. Se abbiamo capito bene e’ perche’ sono gia’ impegnati a garantire il corretto svolgimento dello Shabbat.

Qualche impressione anche sul Quartiere Arabo. Il posto piu’ simile a questo, nella mia esperienza, e’ via Pre’ a Genova. Le vie del quartiere arabo sono strette o coperte, per permettere di passeggiare anche quando il sole e’ alto e fa molto caldo (a proposito: per il momento non sto soffrendo troppo il caldo, per fortuna sono freddolosa e comunque cerchiamo di non rimanere sotto il sole durante le ore di punta. Questa notte ho dormito addirittura dentro il sacco a pelo) Su queste vie si affaccia un’infinita’ di botteghe, piccoli negozietti di ogni genere. Odori di spezie e colori incredibili (cavolfiori fucsia!) si alternano a vestiti all’ultma moda (araba, ovviamente). Molti anche i banchi del mercato o le donne anziane che vendono frutta e verdura sedute in terra. I bambini che lavorano sono tantissimi. Vendono, spingono i carretti, trasportano sulla testa pacchi piu’ pesanti di loro. Anche qui le turiste devono andar vestite in modo acconcio. Una ragazza del gruppo ieri aveva una canottiera ed e’ stata guardata male piu’ volte, e talvolta il suo passaggio veniva commentato dai giovani arabi. Altra particolarita’ del quartiere arabo e’ la “maleducazione” degli abitanti. Per passare non si chiede permesso, ma si spintona (anche con i carretti) e ovviamente nessuno chiede scusa.

Ultimo veloce commento prima della colazione: fa uno strano effetto, al di la’ dell’aspetto religioso del luogo, essere in un posto cosi’ impregnato di storia e di cultura come Gerusalemme.

Tel Aviv, flash back Sabato, 2 Agosto 2008

Posted by elimoretti in Tel Aviv.
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Comincio dall’inizio, dall’arrivo, giovedi’, all’aeroporto di Tel Aviv. Effettivamente e’ vero quanto avevamo sentito dire: chi arriva con passaporto non israeliano puo’ essere interrogato. Per noi le domande sono state poche e piuttosto superficiali: conoscete qualcuno in Israele? Dove andate a pernottare? Avete fatto da soli i bagagli? Qualcuno vi ha dato qualcosa? Tutto qui, timbro sul passaporto, sorriso a 32 denti e augurio di buon viaggio.

Il primo impatto con la realta’ israeliana e’ stato paradossalmente con non israeliani. La maggior parte delle altre persone nella fila di chi non ha il passaporto israeliano erano ebrei statunitensi che sembravano usciti da un film storico. Gonnellone nere per le donne, alcune con la parrucca (non possono far vedere i propri capelli). Vestiti neri e cappelli tipici per gli uomini, con i capelli arricciati in due boccoli sul davanti.

Tel Aviv ha riservato invece altre sorprese. Ad un primo sguardo sembra Rimini: una spiaggia affollata, locali, discoteche. Unica differenza e’ il grande numero di grattacieli, molti in costruzione.

Dopo uno sguardo piu’ attento, pero’, si nota come in realta’ si tratta di una citta’ in guerra. Pur essendo costruita dal niente da relativamente poco (circa 70 anni), molte case sono in stato di degrado e probabilmente non sono mai state restaurate. La contraddizione tra queste e i grandi grattacieli e’ evidente.

Non puo’ poi non colpire il grandissimo numero di soldati, sia maschi che femmine. Non e’ tanto la divisa che spaventa, ma i mitra in dotazione a ragazzi e ragazze cosi’ giovani.

Vicino a Tel Aviv c’e’ il porto di Jaffa, che fa parte della stessa municipalita’ di Tel Aviv ma e’ un mondo totalmente diverso. Casette basse, color sabbia (abbaglianti durante il giorno… mi sono ustionata il collo e da due giorni sto mettendo la crema), meno frenesia.

Del giorno e mezzo passato a Gerusalemme (tra l’altro oggi era Shabbat!) scrivero’ domani.

Siamo in un ostello insieme a ragazzi da tutta europa (tanti italiani), da domani cominceranno le attivita’ vere e proprie (oggi solo turismo!) di conoscenza del territorio e delle vicende storiche e politiche. Un unico computer e’ a disposizione di tutti, quindi i tempi sono sempre molto ristretti anche se le cose da dire sarebbero veramente tante. Se poi si aggiunge che la tastiera e’ arabo-inglese, la mia velocita’ di scrittura e’ quasi dimezzata ed e’ quindi ancora piu’ difficile esprimere tutto quello che vorrei raccontare.

Domani il mio gruppo sara’ nuovamente a Tel Aviv, ma con guide locali, quindi capiremo sicuramente meglio la situazione. In programma un incontro con un’associazione che si batte contro le discriminazioni a danno dei palestinesi e una visita al porto di Jaffa (ci hanno spiegato che sara’ per capire che, a differenza di quanto ci viene spesso detto, prima degli israeliani qui non c’era il deserto). Si preannunciano 15 giorni veramente intensi.

Gerusalemme Sabato, 2 Agosto 2008

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Ci sono tantissime cose da scrivere, ma in questi giorni non ho mai avuto tempo. C’e’ il computer nell’ostello e cerchero’ di appropriarmene in questi giorni.

Solo alcuni spunti veloci.

Gerusalemme e’ una citta’ incredibile, un mix di contraddizioni e di follia. La citta’ vecchia e’ divisa in quattro quartieri (ebraico, cristiano, arabo, armeno): passando da un posto ad un altro sembra di muoversi di migliaia di chilometri tanto sono diverse le culture, gli odori, i vestiti, gli atteggiamenti degli abitanti.

Tantissimi soldati ovunque.

Devo scappare, altre cose a breve!

Arrivati a Tel Aviv Sabato, 2 Agosto 2008

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Copio qui il messaggio che Paola ha scritto come nuova pagina (sei un tesoro!) ma magari e’ piu’ visibile cosi’.

Arrivati a Tel Aviv, pochi minuti di interrogatorio e abbiamo il visto! Ora ci dirigiamo in città. Cominciamo a vedere persone vestite “strane” ;-)

(giovedi’ 31 luglio ore 15.30)

24 ore prima della partenza… Mercoledì, 30 Luglio 2008

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… lo zaino ancora da fare…

Tutto quello che dovrà stare nello zaino

Non ci starà mai tutto!

Giochino… che cos’ho dimenticato? ;-)

Sindrome di Gerusalemme Venerdì, 25 Luglio 2008

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Curiosando su Wikipedia:

La sindrome di Gerusalemme è simile a quella di Stendhal ma si rapporta all’ambito religioso.
Consiste nella manifestazione improvvisa, da parte del visitatore della città di Gerusalemme, di appassionati sentimenti religiosi e di un impulso a proferire espressioni visionarie.

Ancora preparativi Venerdì, 25 Luglio 2008

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I preparativi per la partenza procedono a rilento, ma alcuni punti fermi ci sono, per fortuna.

I vestiti. Mi ha scritto mio fratello Luca (che è stato in Israele qualche anno fa:
Ti chiedevi che vestiti portare in Palestina – fa un caldo mostruoso, vedrai. Verso l’1 o le 2 fa talmente caldo che non ci credi. Un’altra cosa: gli israeliani sono molto scortesi in generale. Quindi preparati.
Sul fatto che gli israeliani fossero scortesi non avevo dubbi. Mi fa ridere (ma dovrei invece preoccuparmi…) l’espressione “talmente caldo che non ci credi”… eh eh eh!
Comunque ho comprato qualche camicia di lino, leggera ma a maniche lunghe per evitare il sole, e pantaloni di lino. Ah, anche la crema anti-abbronzante protezione 30 (c’era anche 40 ma mi vergognavo un po’) e per sicurezza anche un chilo circa di crema dopo-ustione, che non si sa mai. Anzi, conoscendomi, si sa…
Mi manca ancora un paio di scarpe (sandali) adatte al gran caldo, sarà una dura ricerca dei prossimi giorni.

Ho controllato le tariffe telefoniche Vodafone, ho concluso che il telefono rimarrà spento 23,45 ore al giorno. 3 euro al minuto per chiamare, 2 euro per ricevere. 75 centesimi per ogni sms (questi andranno inviati per forza…) e una cifra imprecisata per gli mms (che tanto non sono capace ad inviare.

Ho recuperato un quadernino su cui scrivere gli appunti di viaggio, già inaugurato con il numero del Ministero degli Affari Esteri, unità di crisi, che non si sa mai. A proposito, ho seguito i consigli di chi suggeriva di iscrivere il viaggio sul sito “dove siamo nel mondo”.  Non c’era nemmeno Gerusalemme, solo Tel Aviv e Nazaret. Dove cavolo vanno i turisti italiani in Israele, se non è previsto andare a Gerusalemme?!?

Ora sto visitando il sito “Viaggiare Sicuri”. Notizie poco confortanti quali:
Dal 16.07.2008 – Sono assolutamente da evitare le aree confinanti con la Striscia di Gaza a causa dei razzi  lanciati dalle milizie palestinesi, la cui gittata interessa le zone limitrofe alla Striscia e si estende alle città di Sderot e Ashkelon, e delle attività militari dell’esercito israeliano.
Per fortuna niente striscia di Gaza… Però, ancora peggio:
Si avverte inoltre che, nonostante la continua assistenza prestata dall’Ambasciata d’Italia in Tel Aviv, sono frequenti i respingimenti alla frontiera israeliana di connazionali valutati non in grado di fornire adeguati chiarimenti circa contatti con controparti palestinesi all’origine del loro viaggio.
Ahia…

Carlo Giuliani, lettere dei condannati a morte della Resistenza Martedì, 22 Luglio 2008

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Sette anni dopo la sua morte, Carlo Giuliani è tornato in piazza Alimonda  attraverso la sua voce e la lettura di alcune lettere scritte da giovani partigiani condannati a morte.

Per non dimentiCarlo Domenica, 20 Luglio 2008

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In partenza per Genova.

Come ogni anno dal 2002 si rinnova il mio appuntamento con Genova il 20 luglio. Non posso mancare.

Sette anni fa, il 20 luglio 2001, ero a casa, a Savona, a guardare la televisione, su Primo Canale la diretta dalle manifestazioni contro il G8 di Genova, e non capivo. Fumo nero che si alzava in lontananza, dietro i grattacieli di Brignole. Auto in fiamme, manifestanti rincorsi da una polizia in assetto antisommossa. Alcune scene facevano quasi ridere: l’acqua degli idranti contro i manifestanti, non sembravano scontenti di bagnarsi in una giornata di afa come quella. Altre invece mettevano paura. I colpi dei manganelli contro gli scudi. Tan, tan, tan, a tempo con la marcia.
Poi le prime voci: un ragazzo morto, forse anche una ragazza. E’ spagnolo, forse no. Ha vent’anni, la mia età di allora. Brividi freddi dietro la schiena, gelo dentro al corpo.
Il giorno dopo a Genova c’ero anch’io, c’eravamo anche noi. Per la mia vita è stato uno spartiacque, a lungo in seguito ho parlato di “prima” e “dopo”, intendendo il G8 del 2001. Ricordo quei giorni di fine luglio come una settimana di confusione mentale, di pianti senza un motivo, di impossibilità a parlare se non via mail, con persone che avevano vissuto la stessa esperienza. Poi ricordo il terrore, ancora mesi dopo, ogni volta che sentivo il rumore di un elicottero.

Poi gli anni successivi, ogni 20 luglio in piazza Alimonda. Alle 17.25 l’applauso, lungo, lunghissimo. Minuti interi di pelle d’oca a ricordare Carlo Giuliani, ma anche le violenze nelle strade, nella caserma di Bolzaneto, nella scuola Diaz. A ricordare Federico Aldrovandi, Dax, Renato e tutti gli altri.

Quest’anno l’appuntamento è particolarmente importante, dopo la sentenza-farsa al processo per le violenze della polizia nella caserma di Bolzaneto. 25 anni di pene, nessuna verrà scontata, per i responsabili, che hanno picchiato, insultato, maltrattato persone la cui unica colpa era quella di essere ad una manifestazione. Nessuna tortura, secondo i giudici, solo reati minori. Per questo oggi sarò a Genova.

Ritirato il passaporto… Giovedì, 17 Luglio 2008

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… è già un buon passo avanti nei preparativi.

La foto fa veramente paura, sembro scappata di casa, ho le occhiaie e un sorriso ebete.

Secondo me le macchinette che fanno le fotografie per i documenti hanno un software interno per rendere appositamente più brutte le persone. Altrimenti non si spiega. La prossima volta me le faccio da sola, qualche fotoritocco con Photoshop, si tolgono rughe ed occhiaie ed il gioco è fatto.

Per il momento mi devo tenere questo passaporto, sperando che non ci fermino all’arrivo, insospettiti dalla foto!

Gestione del blog Martedì, 15 Luglio 2008

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Allora, ci siamo quasi. Si parte giovedì 31 agosto.

Si torna domenica 17, se tutto va bene e non ci rimandano indietro all’aeroporto di Tel Aviv. Sennò, si torna prima. Non ci voglio nemmeno pensare.

Qualche amica e qualche amico avrà la password di accesso per postare su questo blog. Pubblicheranno gli sms che cercheremo di mandare da Gerusalemme e circondario. Per il momento è meglio rimanere nel vago, non si sa mai. Cercherò di aggiornare queste pagine se avremo l’accesso a Internet con impressioni sul viaggio e sui nostri spostamenti e condizioni di salute. Un po’ come una bottiglia gettata nel mare dal naufrago, ma anche una bandierina di segnalazione per chi sa cosa deve cercare e dove.

Intanto non sono ancora andata a prendere il passaporto. Mi sa che devo segnarlo sull’agenda tra le cose da fare. Non vorrei arrivare all’ultimo momento e scoprire che non è ancora pronto.

Prima della partenza Lunedì, 14 Luglio 2008

Posted by elimoretti in partenza.
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Con la testa sono già a Gerusalemme. In realtà ancora poco è pronto: il passaporto è da ritirare, devo ancora capire quali vestiti saranno più adatti al clima e alla situazione atipica, non so ancora il programma definitivo (siamo in un altro gruppo rispetto alle aspettative perché eravamo troppi italiani).

Conosco però i nomi e le nazionalità delle altre persone del gruppo: francesi, belgi, spagnoli.

Il biglietto aereo è già prenotato da mesi.

L’ostello di Tel Aviv sa del nostro arrivo.

Ogni tanto guardo le prenotazioni per essere sicura che sì, è vero, partiamo.

Credo sarà il viaggio più importante della mia vita, almeno quella che ho vissuto fino ad ora. Più del Jamboree, che già mi era sembrata un’esperienza eccezionale.

Due settimane, poi si parte. Questo blog servirà per mantenere i contatti con chi rimane in Italia. A Torino si dice… “speruma bin” ;-)